<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sergio Casoni Scrittore &#187; Franco Pezzato</title>
	<atom:link href="http://www.sergiocasoni.com/category/franco-pezzato/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.sergiocasoni.com</link>
	<description>I veri scrittori incontrano i loro personaggi solo dopo averli creati</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 10:07:26 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.2</generator>
		<item>
		<title>Del Piero</title>
		<link>http://www.sergiocasoni.com/del-piero</link>
		<comments>http://www.sergiocasoni.com/del-piero#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Pezzato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Franco Pezzato]]></category>
		<category><![CDATA[Del]]></category>
		<category><![CDATA[Piero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sergiocasoni.com/?p=393</guid>
		<description><![CDATA[So bene che non mi faccio sentire da molti giorni, ma sto attraversando un momento che potrei definire non positivo. Chi mi conosce sa bene quanto io non riesco più a collocarmi in questa società, che continua a correre senza una meta. Non riesco a stare fermo ad aspettare la nave che affonda, ma non so nemmeno cosa fare. É ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a title="del piero" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/05/Del-Piero.jpg"><img class="alignleft  wp-image-394" style="border: 3px solid black;margin: 3px" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/05/Del-Piero-237x300.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>So bene che non mi faccio sentire da molti giorni, ma sto attraversando un momento che potrei definire non positivo. Chi mi conosce sa bene quanto io non riesco più a collocarmi in questa società, che continua a correre senza una meta. Non riesco a stare fermo ad aspettare la nave che affonda, ma non so nemmeno cosa fare. É difficile lottare da solo contro i mulini a vento.<span id="more-393"></span><br />
Ho ripreso il mio zaino e sono di nuovo uscito, non posso immaginare che il mondo sia diventato come lo vediamo in TV. No non prenderò la mia vecchia auto, per due semplicissimi motivi; è ridotta così male che non saprei nemmeno se riuscirei ad arrivare oltre città, dovrei cambiarla, ma questo non è un buon momento, quindi farò a modo mio. Zaino in spalla e via in strada a piedi, si perché camminando si riescono ad osservare cose che in macchina non riuscireste mai a vedere.<br />
Qualche tempo fa avevo fatto la stessa cosa e al ritorno sono stato decisamente meglio. Il mio livello di stress era sceso a livelli che non ricordavo più da molto tempo e in tutta onestà non credevo che sarei riuscito a ritrovare la serenità che avevo un tempo.<br />
É decisamente orrendo non riuscire a chiudere occhio tutta la notte sentendo l&#8217;ansia che ti assale, il cuore che pompa a mille e le mani che ti tremano così forte da non riuscire a tenere in mano nemmeno un bicchiere d&#8217;acqua.<br />
Mentre cammini sei a contatto con la natura e non ti senti più legato alla tecnologia di cui ti sei circondato convinto che ti avrebbe aiutato, ma che di fatto ti ha imprigionato come fa un ragno con la sua ragnatela quando cattura una preda.<br />
Ho deciso di riprendere il mio cammino alcuni giorni fa, quando ero andato nel mio solito bar a prendere un caffè e mi sono imbattuto in un articolo di un giornale sportivo. Il titolo diceva che la Juventus aveva vinto il campionato e il merito di questa vittoria era dovuto in parte anche a Del Piero, uno dei suoi migliori giocatori, forse il solo rimasto fedele alla squadra per molti anni, pure quando era andata in serie “B”. Per questo molti vedevano un suo futuro nella società come dirigente alla fine della sua carriera calcistica.<br />
Queste erano le buone intenzioni, come quelle che alcuni dirigenti hanno nei confronti dei loro subalterni, ma poi accade quello che la vita ci insegna. Il campionato finisce, il nostro lavoro non serve più e alla fine del campionato la nostra azienda ci liquida con una stretta di mano, proprio come è accaduto a Del Piero. Ti liquidano e non conta nulla di quello che tu hai fatto in anni di lavoro.<br />
In quel momento ho capito a cosa si riferiscono i dirigenti quando ti dicono “Tutti servono ma nessuno è indispensabile”.<br />
Ho imparato la lezione, ma ora è giunto il momento che siano loro a condividere la nostra stesa esperienza.<br />
Zaino in spalla e uscite di casa anche voi amici miei, il mondo è nostro e ci sta aspettando.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.sergiocasoni.com%2Fdel-piero&amp;title=Del%20Piero" id="wpa2a_2"><img src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sergiocasoni.com/del-piero/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Esaurimento?  No grazie&#8230;</title>
		<link>http://www.sergiocasoni.com/esaurimento-no-grazie</link>
		<comments>http://www.sergiocasoni.com/esaurimento-no-grazie#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Franco Pezzato]]></category>
		<category><![CDATA[esaurimento]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sergiocasoni.com/?p=345</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Quando ho iniziato questo viaggio, lo feci per staccare la spina dalla società e dalla frenesia che ci attanaglia sempre più, con ripercussioni molto pesanti sulla nostra salute. Non fissai una meta all’inizio del mio cammino, ma mi imposi un solo imperativo,stare alla larga dai luoghi affollati. Nelle piccole realtà si vive ancora come qualche decennio fa, quando molti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="esaurimento" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/esaurimento.jpg"><img class="alignleft  wp-image-346" style="border: 2px solid black; margin: 5px;" title="esaurimento" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/esaurimento-300x248.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Quando ho iniziato questo viaggio, lo feci per staccare la spina dalla società e dalla frenesia che ci attanaglia sempre più, con ripercussioni molto pesanti sulla nostra salute.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non fissai una meta all’inizio del mio cammino, ma mi imposi un solo imperativo,stare alla larga dai luoghi affollati. Nelle piccole realtà si vive ancora come qualche decennio fa, quando molti lavoravano nei campi e pochi erano quelli che abitavano in città. Sicuramente c&#8217;era meno ricchezza e molta più povertà, ma di certo gli uomini erano più in salute e nessuno sapeva cosa fosse lo stress . <span id="more-345"></span>Non è la prima volta che mi accanisco contro quello che definisco il male del nuovo millennio. Forse lo faccio per sollevare il morale a quelli che attraversano un periodo negativo, invitandoli a non mollare e a concentrarsi su quelli che sono veramente i valori della vita, ma forse solo per salvare me stesso.</span><br />
<span style="color: #000000;">Quando ero adolescente, i bambini non avevano la PSP, il Nintendo e non c&#8217;erano nemmeno i computer. I bambini avevano le costruzioni, i soldatini e tanta fantasia. Il nostro più grande divertimento era quello di uscire di casa per incontrare gli amici e poco importava se era caldo o freddo, l&#8217;importante era socializzare.</span><br />
<span style="color: #000000;">Gli adulti, dopo una faticosa giornata di lavoro, si incontravano con i vicini, c&#8217;era spirito di gruppo, amicizia. Oggi veniamo risucchiati nel vortice dell&#8217;arrivismo, costi quel che costi, tutti arroccati nei nostri piccoli castelli di carta, preoccupati solo che l&#8217;erba del nostro giardino sia più verde di quella del nostro vicino, perché noi dobbiamo arrivare primi. Sono sempre più convinto che non serve a nulla questa infinita scalata al potere, perché alla fine, ci ritroveremo tutti in cima al baratro e qualcuno ne farà le spese.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non voglio più svegliarmi di notte con le mani tremolanti, il fiato corto e madido di sudore.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non voglio più evitare di prendere l&#8217;ascensore, terrorizzato dalla remota possibilità che possa precipitare nel vuoto.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non voglio più rimanere chiuso in casa, perché ogni dieci minuti devo andare al bagno.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non voglio più sentire il cuore in gola, respirare a stento e pensare che un infarto è alle porte.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non voglio più&#8230; Non voglio più&#8230;</span><br />
<span style="color: #000000;">Ogni giorno apprezzo sempre di più il poco che ho nel mio zaino, perché è ciò che mi occorre per vivere e questo mi basta. Adoro camminare all&#8217;aria aperta, salutando le persone che incontro, vedere il sorriso dei giovani che ancora si divertono correndo dietro ad un pallone nella piazza della città.</span><br />
<span style="color: #000000;">Ora però vi devo salutare, sto andando ad aiutare una famiglia a raccogliere le olive. Perché lo faccio? A loro occorrono delle braccia e a me un pasto caldo e un letto dove dormire. Domani andremo ad aiutare dei loro vicini, li ho conosciuti ieri sera durante una cena.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un saluto, dal vostro</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Franco Pezzato</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.sergiocasoni.com%2Fesaurimento-no-grazie&amp;title=Esaurimento%3F%20%20No%20grazie%E2%80%A6" id="wpa2a_4"><img src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sergiocasoni.com/esaurimento-no-grazie/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Arroganza</title>
		<link>http://www.sergiocasoni.com/arroganza</link>
		<comments>http://www.sergiocasoni.com/arroganza#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Franco Pezzato]]></category>
		<category><![CDATA[Arroganza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sergiocasoni.com/?p=336</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Continuo a camminare per le strade con uno zaino in spalla e molti pensieri in testa, i miei unici compagni di questo viaggio. Mi ero ripromesso che non avrei mai attraversato grandi città. Troppo caotiche, troppo frenetiche. L&#8217;ansia che sempre più mi attanaglia fino a togliermi il respiro, non mi permette più di seguire i ritmi di questa società. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Arroganza" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/arroganza.jpg"><img class="alignleft  wp-image-337" style="border: 2px solid black; margin: 5px;" title="arroganza" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/arroganza-300x300.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Continuo a camminare per le strade con uno zaino in spalla e molti pensieri in testa, i miei unici compagni di questo viaggio. Mi ero ripromesso che non avrei mai attraversato grandi città. Troppo caotiche, troppo frenetiche. L&#8217;ansia che sempre più mi attanaglia fino a togliermi il respiro, non mi permette più di seguire i ritmi di questa società. Ma a volte si deve scendere a compromessi e alcuni giorni fa mi sono ritrovato, mio malgrado, nella prima periferia di una città di provincia. Non ricordo il suo nome, forse perché non era importante.<span id="more-336"></span></span><br />
<span style="color: #000000;">C&#8217;era una fiera in corso, una di quelle che si trovano in molte città, di quelle con numerosi stand e una moltitudine di persone che arrivano da ogni dove per vedere le molte e inutili cose che ci sono su banchi degli ambulanti, come mosche attratte da un vasetto di miele.</span><br />
<span style="color: #000000;">In tutto questo trambusto, mio malgrado, sono stato spettatore di una scena degna della società in cui viviamo e di come è divenuta.</span><br />
<span style="color: #000000;">Parcheggi esauriti e macchine parcheggiate ovunque nonostante fosse un giorno lavorativo.</span><br />
<span style="color: #000000;">Una signora si accinge ad uscire da un parcheggio e una giovane coppia con prole e con lei in dolce attesa, si appresta ad occupare quel posto appena liberatosi. Proprio in quel momento, una macchina entra contro mano nel piccolo parcheggio causando un ingorgo e fin qui tutto potrebbe rientrare nella “normalità” dei giorni d&#8217;oggi.</span><br />
<span style="color: #000000;">La ragazza incinta scenda dalla macchina per tenere il posto al marito, che si era dovuto spostare per sbloccare l&#8217;ingorgo, visto che la tipa entrata contromano se ne guardava bene dal farlo. In tutto questo caos, spunta dal nulla una macchina con a bordo una coppia di anziani, lui con il cappello e lei con un turbante anni trenta, che cercano di parcheggiare nel posto appena liberatosi e nel farlo stavano per investire la giovane incinta. Scoppia la rissa. I due anziani aggrediscono verbalmente la gestante, ma due secondi più tardi, il marito della giovane scende dalla macchina e prende le difese dalla compagna. I due anziani scappano bofonchiando e insultando la giovane coppia, reclamando a gran voce il loro diritto ad occupare quel posto.</span><br />
<span style="color: #000000;">In tutta questa storia, la sola cosa che mi è rimasta in mente, è stata quando il giovane ragazzo strillò agli anziani attaccabrighe: “Una volta gli anziani erano le persone più sagge ed educate, un esempio che i giovani dovevano seguire, ma voi siete solo due vecchi arroganti.”</span><br />
<span style="color: #000000;">Dove sono finiti gli anziani di una volta, le buone maniere e che fine a fatto il rispetto?</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Un saluto dal vostro</span></p>
<p><span style="color: #000000;">  Franco Pezzato</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.sergiocasoni.com%2Farroganza&amp;title=Arroganza" id="wpa2a_6"><img src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sergiocasoni.com/arroganza/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Borghi</title>
		<link>http://www.sergiocasoni.com/borghi</link>
		<comments>http://www.sergiocasoni.com/borghi#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 14:30:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Franco Pezzato]]></category>
		<category><![CDATA[borghi]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[franco]]></category>
		<category><![CDATA[pezzato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sergiocasoni.com/?p=329</guid>
		<description><![CDATA[Da sempre sono un amante dei piccoli borghi, dei paesi dove le persone si conoscono tutte per nome, dove si continua a lasciare le chiavi sulla porta perchè lì non ci sono ladri, ma amici, vicini di casa, persone che si scambiano favori, dove la vita sembra scorrere a rittimi diversi di quelli presenti nelle grandi città. Non so se ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="borghi" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/borghi.jpg"><img class="alignleft  wp-image-331" style="border: 2px solid black; margin: 5px;" title="borghi" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/borghi-300x199.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Da sempre sono un amante dei piccoli borghi, dei paesi dove le persone si conoscono tutte per nome, dove si continua a lasciare le chiavi sulla porta perchè lì non ci sono ladri, ma amici, vicini di casa, persone che si scambiano favori, dove la vita sembra scorrere a rittimi diversi di quelli presenti nelle grandi città.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Non so se vi è mai capitato di attraversare uno paese come quello che vi ho appena descritto, ma se mai vi dovesse capitare, sono sicuro che rimarrete anche voi piacevolmente colpiti, dal numero di signori in pensione che si ritrovano nel bar della piazza principale a discutere di politica, sport, o semplicemente per giocare a carte.<span id="more-329"></span></span><br />
<span style="color: #000000;"> Un quadro quasi perfetto, una realtà presente solo nel regno di &#8220;Utopia&#8221;.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Immaginate che oggi stiate attraversando quella piazza, vi avvicinate al bar gestito ancora da un&#8217;anziana signora che in paese è l&#8217;unica che ha visto tutti nascere, anche se non è un&#8217;ostetrica. Ordinate un caffè e nell&#8217;attesa prendete in mano il quotidiano che tutte le mattine il figlio della barista va a comperare nell&#8217;unica edicola del paese. Nella prima pagina trovate a caratteri cubitali di tutto e di più della guerriglia che sabato a colpito la città di Roma e già questo va a sbiadire i caldi colori della girnata, ma sfogliando ancora alcune pagine vi imbattete in un articolo che cita: &#8220;Rapporto sullo stato delle famiglie, sono 2,73 milioni i nuclei familiari in difficoltà. Aumentano i giovani, in cinque anni la percentuale cresce quasi del 60%.&#8221;</span><br />
<span style="color: #000000;"> Il sorriso che avevate dipinto sul viso fino a pochi minuti prima si affievolisce lasciando il posto ad uno stato di tristezza che tende a sfociare in ansia. Non riuscite più a vedere ciò che di bello vi circonda, non riuscite nemmeno a capire perchè quelle persone intorno a voi continuano a comportarsi come se nulla fosse. Possibile che nessuno a letto le notizie? Perchè nel piccolo borgo la vita sembra essersi fermata a trenta o quaranta anni prima? Non riuscite a darvi una risposta, non sapete se state impazzendo o se siete circondati da pazzi.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Risalite in macchina dopo aver bevuto un caffè così velocemente, che avete ancora la gola in fiamme e sfrecciate sulle strade inseguendo la vita frenetica della socetà del nuovo millennio.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Mentre state guidando con il pedale del gas schiacciato al massimo, continuate a pensare a quel piccolo borgo e ai suoi abitanti e realizzate che anche loro hanno letto quell&#8217;articolo, anche loro sono preoccupati per il futuro, ma a differenza vostra, hanno scelto di vivere in un altro modo, forse quello migliore.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">É una bella giornata di metà ottobre ed è ancora un piacere camminare per le strade, lo zaino non è così pesante come credevo e il bastone su cui mi appoggio mi agevola il passo. Ho molta strada da fare e spero di ritrovarvi ancora la prossima volta.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Franco Pezzato</span>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.sergiocasoni.com%2Fborghi&amp;title=Borghi" id="wpa2a_8"><img src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sergiocasoni.com/borghi/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

