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	<title>Sergio Casoni Scrittore</title>
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	<description>I veri scrittori incontrano i loro personaggi solo dopo averli creati</description>
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		<title>Del Piero</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 10:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Franco Pezzato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[So bene che non mi faccio sentire da molti giorni, ma sto attraversando un momento che potrei definire non positivo. Chi mi conosce sa bene quanto io non riesco più a collocarmi in questa società, che continua a correre senza una meta. Non riesco a stare fermo ad aspettare la nave che affonda, ma non so nemmeno cosa fare. É ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a title="del piero" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/05/Del-Piero.jpg"><img class="alignleft  wp-image-394" style="border: 3px solid black;margin: 3px" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/05/Del-Piero-237x300.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>So bene che non mi faccio sentire da molti giorni, ma sto attraversando un momento che potrei definire non positivo. Chi mi conosce sa bene quanto io non riesco più a collocarmi in questa società, che continua a correre senza una meta. Non riesco a stare fermo ad aspettare la nave che affonda, ma non so nemmeno cosa fare. É difficile lottare da solo contro i mulini a vento.<span id="more-393"></span><br />
Ho ripreso il mio zaino e sono di nuovo uscito, non posso immaginare che il mondo sia diventato come lo vediamo in TV. No non prenderò la mia vecchia auto, per due semplicissimi motivi; è ridotta così male che non saprei nemmeno se riuscirei ad arrivare oltre città, dovrei cambiarla, ma questo non è un buon momento, quindi farò a modo mio. Zaino in spalla e via in strada a piedi, si perché camminando si riescono ad osservare cose che in macchina non riuscireste mai a vedere.<br />
Qualche tempo fa avevo fatto la stessa cosa e al ritorno sono stato decisamente meglio. Il mio livello di stress era sceso a livelli che non ricordavo più da molto tempo e in tutta onestà non credevo che sarei riuscito a ritrovare la serenità che avevo un tempo.<br />
É decisamente orrendo non riuscire a chiudere occhio tutta la notte sentendo l&#8217;ansia che ti assale, il cuore che pompa a mille e le mani che ti tremano così forte da non riuscire a tenere in mano nemmeno un bicchiere d&#8217;acqua.<br />
Mentre cammini sei a contatto con la natura e non ti senti più legato alla tecnologia di cui ti sei circondato convinto che ti avrebbe aiutato, ma che di fatto ti ha imprigionato come fa un ragno con la sua ragnatela quando cattura una preda.<br />
Ho deciso di riprendere il mio cammino alcuni giorni fa, quando ero andato nel mio solito bar a prendere un caffè e mi sono imbattuto in un articolo di un giornale sportivo. Il titolo diceva che la Juventus aveva vinto il campionato e il merito di questa vittoria era dovuto in parte anche a Del Piero, uno dei suoi migliori giocatori, forse il solo rimasto fedele alla squadra per molti anni, pure quando era andata in serie “B”. Per questo molti vedevano un suo futuro nella società come dirigente alla fine della sua carriera calcistica.<br />
Queste erano le buone intenzioni, come quelle che alcuni dirigenti hanno nei confronti dei loro subalterni, ma poi accade quello che la vita ci insegna. Il campionato finisce, il nostro lavoro non serve più e alla fine del campionato la nostra azienda ci liquida con una stretta di mano, proprio come è accaduto a Del Piero. Ti liquidano e non conta nulla di quello che tu hai fatto in anni di lavoro.<br />
In quel momento ho capito a cosa si riferiscono i dirigenti quando ti dicono “Tutti servono ma nessuno è indispensabile”.<br />
Ho imparato la lezione, ma ora è giunto il momento che siano loro a condividere la nostra stesa esperienza.<br />
Zaino in spalla e uscite di casa anche voi amici miei, il mondo è nostro e ci sta aspettando.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.sergiocasoni.com%2Fdel-piero&amp;title=Del%20Piero" id="wpa2a_2"><img src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>
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		<title>I libri arrivano su Google Play</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 10:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre due milioni di titoli tra cui scegliere. L&#8217;Italia è il primo Paese di lingua non inglese a rendere accessibile la piattaforma. Più di 80 gli ebook reader compatibili e oltre al testo, si avrà l&#8217;opportunità per ogni libro di poter leggere la scheda tecnica, le recensioni, le descrizioni e anche un&#8217;anteprima da scaricare. BIG G porta i libri su ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="google play" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/05/google-play-logo.jpg"><img class="alignleft  wp-image-389" style="border: 3px solid black; margin: 3px;" title="google-play-logo" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/05/google-play-logo-300x190.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Oltre due milioni di titoli tra cui scegliere. L&#8217;Italia è il primo Paese di lingua non inglese a rendere accessibile la piattaforma. Più di 80 gli ebook reader compatibili e oltre al testo, si avrà l&#8217;opportunità per ogni libro di poter leggere la scheda tecnica, le recensioni, le descrizioni e anche un&#8217;anteprima da scaricare.</span><span id="more-388"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">BIG G porta i libri su Android, pc e dispositivi iOs anche in Italia, grazie a un accordo tra il colosso americano e alcuni editori italiani. Da oggi sarà quindi possibile acquistare libri in formato digitale su Google Play, la piattaforma cloud di intrattenimento digitale di Google.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">L&#8217;Italia è il primo Paese di lingua non inglese a rendere accessibile la piattaforma e i lettori avranno a disposizione più di 2 milioni di titoli tra cui poter scegliere. Numerosi gli editori italiani che hanno deciso di essere partner, dai gruppi più grandi come Mondadori, Einaudi, Piemme, Sperling&amp;Kupfer, Rizzoli. I prezzi saranno variabili in base alle diverse case editrici, Mondadori oscilla fino ad un massimo di 9,99 euro, Rcs attua una politica che si basa sul valore, con ragionamenti ad hoc.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">La piattaforma cloud consentirà al libro acquistato di vivere nella &#8216;nuvola&#8217; e quindi i lettori potranno accedere da qualsiasi dispositivo: pc, smartphone, tablet. Tutti i dispositivi sono sincronizzati tra loro, quindi il lettore avrà la possibilità di scegliere dove, come, con che mezzo leggere il libro acquistato. Sono più di 80 gli ebook reader compatibili e a breve arriverà anche in Italia l&#8217;applicazione Google Play Books per iOS.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Oltre al testo, si avrà l&#8217;opportunità per ogni libro di poter leggere la scheda tecnica, le recensioni dei lettori, le descrizioni e anche un&#8217;anteprima da scaricare. Sarà possibile leggere anche in modalità offline.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Secondo Marcello Vena, head of digital products, Google Play arricchisce in termini potenziali il mercato perchè &#8220;separa il concetto di scoperta e fruizione del libro dal dispositivo di lettura&#8221;. I dispositivi tecnologici si evolvono nel tempo per cui &#8220;è importante per il lettore poter cambiare device e non essere vincolato ad un unico strumento. Dunque è un un&#8217;opportunità di allargare il mercato&#8221;, spiega Vena.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Repubblica  (08 maggio 2012)</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.sergiocasoni.com%2Fi-libri-arrivano-su-google-play&amp;title=I%20libri%20arrivano%20su%20Google%20Play" id="wpa2a_4"><img src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>
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		<title>Alessio Sala</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 13:23:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi mi conosce e chi mi sta seguendo, sa che da poco ho ripreso una mia grande passione; la corsa. Non sono un corridore di professione, ma ho scelto di praticare questo sport, perché mi aiuta a stare in forma e dopo una corsa posso dire di sentirmi davvero bene, anche dopo una dura giornata di lavoro. Proprio ieri mi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Alessio Sala" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/05/Alessio-Sala.jpeg"><img class="alignleft  wp-image-384" style="border: 3px solid black; margin: 3px;" title="Alessio Sala" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/05/Alessio-Sala-300x199.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Chi mi conosce e chi mi sta seguendo, sa che da poco ho ripreso una mia grande passione; la corsa. Non sono un corridore di professione, ma ho scelto di praticare questo sport, perché mi aiuta a stare in forma e dopo una corsa posso dire di sentirmi davvero bene, anche dopo una dura giornata di lavoro.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Proprio ieri mi è capitato di leggere un articolo all&#8217;interno della rivista “Correre” che parlava di Alessio Sala. Alcuni di voi forse avranno già letto di lui ho conosceranno la sua storia, ma per chi non ne ha sentito parlare, vorrei che spendesse pochi minuti del suo tempo per continuare a leggere questo articolo.</span><span id="more-383"></span><br />
<span style="color: #000000;">Di certo non si può dire che Alessio sia un uomo fortunato, ha subito l&#8217;amputazione della gamba destra, in seguito a un osteosarcoma al ginocchio, tre interventi ai polmoni per metastasi e una successiva ricaduta alla vertebra lombare.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Sono convinto che questo avrebbe messo a terra chiunque, invece lui ha trovato la forza di reagire grazie alla sport, correndo una maratona in handbike e di continuare in questo sport.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Certo non è il solo ad aver reagito positivamente al male che lo aveva colpito, trovando una valvola di sfogo nello sport e non è mia intenzione stare qui a riproporvi l&#8217;intero articolo che vi invito a leggere per intero nella rivista, ma vorrei evidenziare solo una delle risposte che ha rilasciato, che mi hanno fatto molto riflettere.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“Lottare è qualcosa di fondamentale per me e ricordo sempre le battaglie che ho combattuto e vinto,ogni volta che dovevo ripartire dopo un&#8217;operazione, ogni volta che mi riattaccavano al tubo della chemio, ogni volta che c&#8217;è un follow up: è tutto scritto nel mio dna ormai. Solo una volta ho pensato di mollare, durante due momenti di défaillance nel corso di una maratona di Milano. Ma ho capito che la domanda “ma chi me lo fa fare” è altrettanto inutile dell&#8217;interrogativo “perché proprio a me”. E allora, avanti.”</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Credo che dovremmo tutti rivedere le nostre priorità e capire quali siano i veri valori della vita.</span>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.sergiocasoni.com%2Falessio-sala&amp;title=Alessio%20Sala" id="wpa2a_6"><img src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>
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		<title>Salone del libro Torino</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno come tutti gli anni, a Torino si terrà la XXV manifestazione internazionale del libro. Un evento molto importante per tutti gli appassionati di letteratura e non solo. La prima volta che ho partecipato a tale manifestazione è stato nel 2008 quando la “Giraldi” pubblicò “La realtà di un sogno” il mio romanzo d&#8217;esordio. Devo ammettere che fu un&#8217;esperienza ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="fiera del libro torino" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/05/FIERA-DEL-LIBRO-TORINO.jpg"><img class="alignleft  wp-image-376" style="border: 3px solid black; margin: 3px;" title="FIERA-DEL-LIBRO-TORINO" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/05/FIERA-DEL-LIBRO-TORINO-300x203.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Anche quest&#8217;anno come tutti gli anni, a Torino si terrà la XXV manifestazione internazionale del libro. Un evento molto importante per tutti gli appassionati di letteratura e non solo.</span><br />
<span style="color: #000000;"> La prima volta che ho partecipato a tale manifestazione è stato nel 2008 quando la “Giraldi” pubblicò <a href="http://www.sergiocasoni.com/per-acquistare-i-miei-romanzi" target="_blank"><span style="color: #000000;">“La realtà di un sogno”</span></a> il mio romanzo d&#8217;esordio.</span> <span id="more-375"></span><span style="color: #000000;">Devo ammettere che fu un&#8217;esperienza davvero unica e non solo per il fatto di vedere la mia prima opera pubblicata e presentata ad una manifestazione del genere, ma per il clima che si respira in un luogo già pieno di fascino. La prima cosa che mi colpì, fu che nonostante mi trovassi in un luogo decisamente grande e brulicante di gente, riuscivo ad assaporare quel gradevole brusio che si percepisce in un biblioteca. Le persone non si muovevano in uno stato confusionale come di norma fanno nelle fiere, ne sono stato costretto a subire continui spintoni da quelli che si accalcano per vedere uno stand. C&#8217;era ordine, calma, un diffuso senso di pace e armonia. Non sono riuscito a vedere tutto, per farlo non sarebbe bastata un&#8217;intera giornata, ma vi assicuro che in quel posto si può trovare di tutto. Ci sono interi padiglioni dedicati a libri per ragazzi, fumetti, narrativa, praticamente di tutto.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Mentre si passeggia tra gli stand si rimane ammaliati dai numerosi volumi presenti e si viene assaliti da una voglia irresistibile di leggerli tutti in una sola volta.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Se invece siete degli aspiranti scrittori, inizierete a porvi mille domande su come possa avere fatto tutta quella gente a scrivere tutte quelle storie e non vedete l&#8217;ora di tornare nel vostro studio e riprendere a scrivere quel romanzo che avevate lasciato incompiuto nel cassetto per troppo tempo.</span><br />
<span style="color: #000000;"> In conclusione, è un&#8217;esperienza davvero unica che vale davvero la pena di provare almeno una volta e per quante parole io riesca a trovare per spiegarvi quello che si prova nello stare in quel paradiso, finirei solo con l&#8217;annoiarvi e sminuire decisamente quello che vi attende.</span><br />
<span style="color: #000000;"> Se il prossimo fine settimana non sapete dove andare ho siete interessati a provare qualcosa di diverso, andate alla Fiera del Libro e lasciatevi trasportare da quella piacevole sensazione di piacere.</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.sergiocasoni.com%2Fsalone-del-libro-torino&amp;title=Salone%20del%20libro%20Torino" id="wpa2a_8"><img src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>
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		<title>Specchio</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 15:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Una volta qualcuno scrisse una favola dove una strega narcisista ossessionata dalla bellezza, chiedeva ogni giorno allo specchio magico chi fosse la più bella del reame. Lo specchio ogni giorno rispondeva che era lei la più bella, ma un giorno, all&#8217;ennesima domanda, la risposta fu: Biancaneve. Delusa, arrabbiata, furiosa e accecata dalla gelosia, ordino ad un cacciatore di uccidere ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="specchio" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/specchio.jpg"><img class="alignleft  wp-image-372" style="border: 2px solid black; margin: 5px;" title="specchio" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/specchio-300x225.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Una volta qualcuno scrisse una favola dove una strega narcisista ossessionata dalla bellezza, chiedeva ogni giorno allo specchio magico chi fosse la più bella del reame. Lo specchio ogni giorno rispondeva che era lei la più bella, ma un giorno, all&#8217;ennesima domanda, la risposta fu: Biancaneve. Delusa, arrabbiata, furiosa e accecata dalla gelosia, ordino ad un cacciatore di uccidere la giovane Biancaneve e di portarle il suo cuore.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il resto della favola penso che lo conosciate tutti, ma quanti di voi conoscono streghe come quella della favola?<span id="more-371"></span></span><br />
<span style="color: #000000;">La mia naturalmente vuole essere una provocazione e non è indirizzata alle sole donne e non solo a quelli che ammirano la propria bellezza, ma a coloro che guardandosi allo specchio riescono ancora a vedere la propria anima.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il tempo passa, le persone crescono, spesso cambiano e il più delle volte lo fanno nei peggiori dei modi. L&#8217;apparire è la cosa che conta di più in questa dannata società e ogni mezzo è lecito per raggiungere il fine ultimo, compreso sacrificare qualche vecchia amicizia. Che importa tanto ci sono molte persone da conoscere, gente che fino a ieri non avremmo mai preso in considerazione, ma oggi li ammiriamo come stelle da seguire e icone da imitare. Cambiamo la nostra vita, il nostro modo di fare, perdiamo di vista gli ideali che i nostri genitori hanno cercato d&#8217;insegnarci. Ci allontaniamo dalla realtà per vivere nel nostro Matrix, quel mondo perfetto che non esiste e per il quale abbiamo voltato le spalle alle persone che fino a ieri ci erano state vicine.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il tempo passa e il nostro Matrix lentamente si sfalda, non ci appare più così perfetto e quelle nuove amicizie non ci appaiono poi tanto speciali come un tempo. I pensieri aumentano, la notte si dorme poco e dopo aver bevuto un bicchiere di troppo, andiamo davanti allo specchio per vedere come siamo diventati e solo a quel punto ci domandiamo come abbiamo fatto a ridurci in quello stato. La nostra immagine non è più bella come quella di un tempo, ci appare vecchia e malata come quella del quadro di Dorian Gray e ci chiediamo se abbiamo fatto la scelta giusta.</span><br />
<span style="color: #000000;">Ogni notte mi sveglio e mi guardo allo specchio e ogni volta sono felice di vedere che il tempo passa ma l&#8217;immagine riflessa è sempre la stessa.</span><br />
<span style="color: #000000;">Voi riuscite ancora a guardarvi allo specchio?</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.sergiocasoni.com%2Fspecchio&amp;title=Specchio" id="wpa2a_10"><img src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>
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		<title>Peter Pan</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 15:53:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[pan]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[peter]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Tutti voi avrete letto almeno una volta la storia di Peter Pan, oppure vi sarà capitato di vedere uno dei tanti film che l&#8217;industria cinematografica ci ha propinato in questi anni. La storia è quella di un bambino che si rifiuta di crescere scegliendo di rimanere per sempre sull&#8217;Isola che non c&#8217;è in compagnia dei Bambini Smarriti, suoi grandissimi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Peter Pan" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/Peter-Pan.jpg"><img class="alignleft  wp-image-369" style="border: 2px solid black; margin: 5px;" title="Peter-Pan" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/Peter-Pan-300x204.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Tutti voi avrete letto almeno una volta la storia di Peter Pan, oppure vi sarà capitato di vedere uno dei tanti film che l&#8217;industria cinematografica ci ha propinato in questi anni.</span><br />
<span style="color: #000000;">La storia è quella di un bambino che si rifiuta di crescere scegliendo di rimanere per sempre sull&#8217;Isola che non c&#8217;è in compagnia dei Bambini Smarriti, suoi grandissimi amici. Questa è la storia che conosciamo un po&#8217; tutti, anche se leggermente diversa dalla versione originale scritta da James Matthew Barrie nel 1902.<span id="more-368"></span></span><br />
<span style="color: #000000;">Credo di parlare a nome di molti quando dico che sarebbe molto bello rimanere per sempre bambini. Quando si è piccoli i soli pensieri che si hanno sono: giocare, giocare e mangiare una montagna di dolci, senza sentire i grandi che ci ripetono in continuazione come un disco rotto, di non fare questo e non fare quello. La realtà però è ben diversa. Cresciamo e nel farlo impariamo a conoscere quello che è la vita e il mondo degli adulti.</span><br />
<span style="color: #000000;">A scuola iniziano a darci compiti che ci costringono a passare più tempo in casa a studiare qualcosa che in quel momento non capiamo a cosa ci possa servire in futuro e sempre meno fuori a giocare. Poi la sabbia nella clessidra scende sempre più velocemente e senza che ce ne accorgiamo, siamo già laureati. I più fortunati trovano un posto di lavoro e poco dopo una persona con cui trascorrere il resto della loro vita, ma questa è sempre più una favola visto che i matrimoni sono in calo e alle prime difficoltà le coppie preferiscono separarsi piuttosto che discutere per risolvere i problemi. Alcuni riescono ad imbastire una sorta di relazione e nel tram tram della vita quotidiana mettono al mondo qualche figlio. I pensieri dilagano, i soldi a fine mese non bastano mai, si tira la cinghia e le rinunce aumentano. Arriva la crisi di mezza età, insoddisfatti del lavoro, della vita che si conduce, spuntano i primi capelli bianchi arrivano i nipoti, iniziamo ad invecchiare e in quel momento, prima della dipartita, rimpiangiamo di non essere rimasti bambini.</span><br />
<span style="color: #000000;">É vero sono stato forse crudo e diretto nell&#8217;esporre i miei pensieri e di certo quello che ho detto non vale per tutti, ma sono sicuro che alcuni si riconoscono in quella descrizione.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non sono un catastrofista e la mia idea è che si può crescere rimanendo bambini. Certo crescendo dobbiamo farci carico delle responsabilità che non potranno essere come quelle di un bambino, ma non per questo dobbiamo rimanere intrappolati in questa società infernale che ogni giorno ci succhia tempo ed energie regalandoci stress e una corsia preferenziale per arrivare prima del previsto all&#8217;eterno riposo.</span><br />
<span style="color: #000000;">A volte sento la vera necessita di volare e raggiungere i Bambini Dispersi all&#8217;Isola che non c&#8217;è. Quel posto dove ci sentiamo al sicuro, con le persone che amiamo, dove il tempo si è fermato, dove riusciamo a fare quello che vogliamo e a ridere fino ad avere le lacrime agli occhi.</span><br />
<span style="color: #000000;">Ricordate solo una cosa, quello che Campanellino diceva a Peter Pan: “Per riuscire a volare, basta aggrapparsi ad un pensiero felice.</span><br />
<span style="color: #000000;">Ci vediamo presto all&#8217;isola che non c&#8217;è.</span></p>
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		<title>Wislawa Szymborska</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 15:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno a noi]]></category>
		<category><![CDATA[Szymborska]]></category>
		<category><![CDATA[Wislawa]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Addio a Szymborska, poetessa polacca da Nobel L&#8217;autrice di «Gente sul Ponte» si è spenta a Cracovia MILANO &#8211; La poetessa e filologa polacca Wislawa Szymborska, premio nobel per la letteratura nel 1996, è morta mercoledì nella sua casa di Cracovia dopo una lunga malattia. Aveva 88 anni. KORNIK &#8211; Szymborska, nata nel 1923 a Kornik, vicino a Poznan, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Szymborska" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/Szymborska.jpg"><img class="alignleft  wp-image-365" style="border: 2px solid black; margin: 5px;" title="Szymborska" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/Szymborska.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Addio a Szymborska, poetessa polacca da Nobel</span><br />
<span style="color: #000000;">L&#8217;autrice di «Gente sul Ponte» si è spenta a Cracovia</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">MILANO &#8211; La poetessa e filologa polacca Wislawa Szymborska, premio nobel per la letteratura nel 1996, è morta mercoledì nella sua casa di Cracovia dopo una lunga malattia. Aveva 88 anni.<span id="more-364"></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">KORNIK &#8211; Szymborska, nata nel 1923 a Kornik, vicino a Poznan, iniziò a pubblicare le sue poesie nel 1945 su un quotidiano. Si impone all&#8217;attenzione del suo paese a partire dal 1956 con raccolte come «Richiamo allo Yeti», «Sale» e «Gran divertimento», nelle quali il quotidiano viene raccontato attraverso profonde riflessioni morali e poetiche.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">ALL&#8217;ESTERO &#8211; La sua fortuna all&#8217;estero ha inizio con le prime pubblicazioni del 1960 in Germania, Inghilterra, Russia, Svezia, traduzioni che si sarebbero poi intensificate notevolmente dopo l&#8217;assegnazione del Nobel. Negli Stati Uniti i suoi «Collected poems» hanno avuto grande successo. In Italia Vanni Scheiwiller ha pubblicato un&#8217;edizione fuori commercio nel 1994, poi nel 1996 la raccolta «Gente sul Ponte». Altre poesie della Szymborska sono apparse su riviste tra cui «L&#8217;almanacco delo specchio» (1979), la «Nuova rivista europea» (1979) e nell&#8217;antologia del 1961 sui «Poeti polacchi contemporanei», a cura di Verdiani, alla quale è seguita nel 1977 quella sulla «Poesia polacca contemporanea».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">LE RACCOLTE &#8211; Autrice di numerose raccolte poetiche &#8211; tra le più recenti «Dwukropek (Due punti), uscita in Polonia nel 2005 &#8211; nei suoi versi Szymborska pone la vita spirituale davanti a tutte le cose. Nelle sue liriche, spesso brevi come aforismi, dà voce con profonda lucidità e ironia a problemi morali della nostra epoca partendo da avvenimenti semplici, dagli accadimenti e osservazioni del quotidiano. Nella sua opera l&#8217;uomo appare in una condizione di estraneità e contrapposizione al mondo della natura. Il traduttore italiano Pietro Marchesani, curatore di alcune sue raccolte, ha spiegato che «l&#8217;incanto» è il vero segreto della poetessa. «Per me &#8211; ha detto la Szymborska &#8211; la poesia nasce dal silenzio».</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Tra le sue opere, anche le traduzioni in polacco di numerosi poeti francesi e saggi di critica letteraria.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">Corriere della Sera  Redazione Online   2 febbraio 2012</span></p>
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		<title>Buon Anno</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 15:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario di bordo]]></category>
		<category><![CDATA[anno]]></category>
		<category><![CDATA[auguri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Anche questo anno sta volgendo al termine e come tutti gli anni si tirano le somme di ciò che abbiamo fatto e di quello che ci proponiamo di fare per l&#8217;anno futuro. Le notizie che sentiamo questi giorni ai telegiornali o quelle che leggiamo sulla carta stampata, non sono certo confortanti. La crisi sembra essere arrivata e gli effetti ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="buon anno" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/buon_anno.gif"><img class="alignleft  wp-image-362" style="border: 2px solid black; margin: 5px;" title="buon_anno" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/buon_anno-300x239.gif" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Anche questo anno sta volgendo al termine e come tutti gli anni si tirano le somme di ciò che abbiamo fatto e di quello che ci proponiamo di fare per l&#8217;anno futuro.</span><br />
<span style="color: #000000;">Le notizie che sentiamo questi giorni ai telegiornali o quelle che leggiamo sulla carta stampata, non sono certo confortanti. La crisi sembra essere arrivata e gli effetti si fanno sentire, eppure la sola preoccupazione di molti è dove e come trascorrere la sera di capodanno.<span id="more-361"></span></span><br />
<span style="color: #000000;">Come ogni anno l&#8217;imperativo è divertirsi ad ogni costo e così scatta la corsa frenetica alla ricerca del miglior cenone, nel posto più in della città. Al diavolo il costo esorbitante o se ci troveremo accanto a delle persone che fino a ieri non ci erano nemmeno simpatici, quello che conta è poter raccontare che siamo stati in un posto fantastico dove ci siamo divertiti un casino con gente simpaticissima. Il più delle volte non è così e dentro di noi sappiamo bene che non saremmo mai in grado di ripetere queste parole difronte ad uno specchio, mentre vediamo il nostro riflesso guardarci con espressione incredula.</span><br />
<span style="color: #000000;">In certi momenti, specie in quelli più duri, credo che la migliore cura sia quella di riscoprire i valori della famiglia, quelli che i nostri genitori hanno cercato d&#8217;insegnarci e che noi abbiamo smarrito nella foresta dell&#8217;ipocrisia e dell&#8217;arrivismo, dove abbiamo sepolto la nostra dignità.</span><br />
<span style="color: #000000;">Non voglio fare un sermone, perché non ne sono capace e di certo non sono la persona più indicata per farne. Vorrei augurare a tutti voi una buona fine e un migliore inizio d&#8217;anno, ricordate di essere sempre voi stessi, non perdete mai la vostra dignità e non permettete a nessuno di calpestarla.</span><br />
<span style="color: #000000;">Per quanto riguarda divertimento e serenità, fate come dice sempre il mio amico Franco Pezzato, non diventate pazzi a cercarli chissà dove, il solo posto dove potete trovarli, è dentro di noi e ricordate, la vita è così breve che non dobbiamo sprecarne neanche un attimo. Godiamocela fino in fondo.</span><br />
<span style="color: #000000;">Buon Anno</span></p>
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		<title>Nicolai Lilin</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 15:42:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[lilin]]></category>
		<category><![CDATA[nicolai]]></category>
		<category><![CDATA[siberiana]]></category>
		<category><![CDATA[sociatà]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Sono due giorni che sto leggendo il libro che un caro amico mi ha consigliato. Quando sono andato in libreria per acquistarlo, ho preso in mano il volume e mi sono soffermato a guardare la copertina. Il profilo di un ragazzo nella penombra, dove si metteva in risalto un tatuaggio che ha sul collo. Si tratta dell&#8217;autore del romanzo, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="Nicolain Lilin" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/nicolaiLilin.jpg"><img class="alignleft  wp-image-359" style="border: 2px solid black; margin: 5px;" title="nicolaiLilin" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/nicolaiLilin-223x300.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Sono due giorni che sto leggendo il libro che un caro amico mi ha consigliato. Quando sono andato in libreria per acquistarlo, ho preso in mano il volume e mi sono soffermato a guardare la copertina. Il profilo di un ragazzo nella penombra, dove si metteva in risalto un tatuaggio che ha sul collo. Si tratta dell&#8217;autore del romanzo, Nicolai Lilin. Un giovane, nato e vissuto in una terra molto dura, la siberia. Il romanzo è intitolato “ Educazione Siberiana” edito da Einaudi. Leggendo la quarta di copertina la prima sensazione che ho avuto è stata quella che si trattasse di uno dei tanti libri con storie inventate ho particolarmente romanzate. In altre circostanze lo avrei riposto e sarei andato oltre, ma la persona che lo aveva letto e vivamente consigliato è uno di cui ci si può fidare e anche quel giorno mi sono fidato del suo consiglio.<span id="more-358"></span></span><br />
<span style="color: #000000;">Tornato a casa, incuriosito, ho iniziato a leggero e devo dire che già dalle prime pagine, mi sono dovuto ricredere. Non sempre le prime sensazioni sono quelle giuste.</span><br />
<span style="color: #000000;">Ho letto troppo poco per farne una recensione, ma devo dire che l&#8217;ho trovato molto interessante e di certo l&#8217;argomento che tratta è talmente profondo che mi ha indotto a delle serie riflessioni.</span><br />
<span style="color: #000000;">Di seguito ho voluto riportarvi un pezzo tratto dalle prime pagine, una storia che il nonno di Nicolai gli racconta quando era piccolo, una semplice storia da cui tutti noi dovremmo trarre esempio e farne tesoro.</span><br />
<span style="color: #000000;">Vi invito a leggerla e quanto alle conclusioni&#8230;. Credo che per questa volta lascio a voi l&#8217;ultima parola.</span><br />
<span style="color: #000000;">Buona lettura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000000;">“Quella fiaba parlava di un branco di lupi che erano messi un po&#8217; male perché non mangiavano da parecchio tempo, insomma attraversavano un brutto periodo. Il vecchio lupo capo branco però tranquillizzava tutti, chiedeva ai suoi compagni di avere pazienza e aspettare, tanto prima o poi sarebbero passati branchi di cinghiali o di cervi, e loro avrebbero fatto una caccia ricca e si sarebbero finalmente la pancia. Un lupo giovane, però, che on aveva voglia di aspettare, si mise a cercare una soluzione rapida al problema. Decise di uscire dal bosco e di andare a chiedere il cibo agli uomini. Il vecchio lupo provò a fermarlo, disse che se lui fosse andato a prendere il cibo dagli uomini sarebbe cambiato e non sarebbe più stato lupo. Il giovane lupo non lo prese sul serio, rispose con cattiveria che pèer riempire lo stomaco non serviva a niente seguire regole precise, l&#8217;importante era riempirlo. Detto questo, se ne andò verso il villaggio. Gli uomini lo nutrirono coi loro avanzi, e ogni volta che il giovane lupo si riempiva lo stomaco pensava di tornare nel bosco per unirsi agli altri, però poi lo prendeva il sonno e lui rimandava ogni volta il ritorno, finché non dimenticò completamente la vita di branco, il piacere della caccia, l&#8217;emozione di dividere la preda con i compagni. Cominciò ad andare a caccia con gli uomini, ad aiutare loro anziché i lupi con cui era nato e cresciuto. Un giorno durante la caccia, un uomo sparò ad un vecchio lupo che cadde a terra ferito. Il giovane lupo corse verso di lui per portarlo al suo padrone, e mentre cercava di prenderlo con i denti si accorse che era il vecchio capo branco. Si vergognò, non sapeva cosa dirgli. Fu il vecchio lupo a riempire quel silenzio con le sue ultime parole: “ho vissuto la mia vita come un lupo degno, ho cacciato molto e ho diviso con i miei fratelli tante prede, così adesso sto morendo felice. Invece tu vivrai la tua vita nella vergogna, da solo, in un mondo in cui non appartieni, perchè hai rifiutato la dignità di lupo libero per avere la pancia piena. Sei diventato indegno. Ovunque andrai, tutti ti tratteranno con disprezzo, non appartieni né al mondo dei lupi né a quello degli uomini&#8230;. Così capirai che la fame viene e passa, ma la dignità una volta persa non torna più.”</span></p>
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		<title>Pablo Neruda</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 15:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sergio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Intorno a noi]]></category>
		<category><![CDATA[Neruda]]></category>
		<category><![CDATA[Pablo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ucciso dal cancro o avvelenato Indagine sulla morte di Neruda Dopo la riesumazione del cadavere di Salvador Allende, lo scorso luglio, il Cile è alle prese con un nuovo caso di «morte eccellente». Il grande poeta Pablo Neruda morì il 23 settembre del 1973 nella clinica di Santa Maria, 12 giorni dopo il colpo di Stato del generale Augusto Pinochet. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="pablo neruda" href="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/Pablo-Neruda.jpg"><img class="alignleft  wp-image-356" style="border: 2px solid black; margin: 5px;" title="Pablo-Neruda" src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/uploads/2012/04/Pablo-Neruda-287x300.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><span style="color: #000000;">Ucciso dal cancro o avvelenato Indagine sulla morte di Neruda</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dopo la riesumazione del cadavere di Salvador Allende, lo scorso luglio, il Cile è alle prese con un nuovo caso di «morte eccellente». Il grande poeta Pablo Neruda morì il 23 settembre del 1973 nella clinica di Santa Maria, 12 giorni dopo il colpo di Stato del generale Augusto Pinochet. Il giudice Manuel Carroza, che ha accolto la richiesta del Partito comunista cileno di riesumare la salma, dovrà verificare se la versione ufficiale, ovvero che Neruda morì per un cancro, sia vera. Oppure se il poeta fu avvelenato, come afferma il Pcc, anche sulla base di una testimonianza dell&#8217;autista di Neruda, Manuel Araya. Araya sostiene che lo stesso Neruda gli disse, la mattina del 22 settembre del &#8217;73, di aver ricevuto un&#8217;«iniezione».</span><br />
<span style="color: #000000;">Corriere della Sera  5 dicembre 2011</span></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.sergiocasoni.com%2Fpablo-neruda&amp;title=Pablo%20Neruda" id="wpa2a_20"><img src="http://www.sergiocasoni.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_256_24.png" width="256" height="24" alt="Share"/></a></p>
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