Il Tempo
A fine giugno sono stato in vacanza in una piccola città del sud non molto distante da Palinuro. Arrivato al villaggio, la prima cosa che ho notato è stata la calma che regnava in quel posto. Il traffico era quasi inesistente, il personale accogliente e disponibile e quando sono andato in spiaggia, non ho potuto fare a meno di notare il mare limpido come non ricordavo da anni.
Due giorni dopo il nostro arrivo, abbiamo conosciuto una coppia di Pompei, con un bambino di due anni e una bambina in arrivo.
Ogni mattina io e il mio nuovo amico facevamo una passeggiata lungo mare per comperare il giornale all’edicola vicino al porto. Sulla strada del ritorno, era consuetudine fermarci al bar a prendere un caffè e non perdevamo occasione per scambiare due parole con le persone che s’incontrava.
Quelle passeggiate sono state per me, meglio di una seduta dall’analista. La calma che mi trasmetteva il suo modo di fare, quel posto e la gente che ogni giorno incontravamo, era qualcosa che non si può spiegare, va semplicemente provata.
In quindici giorni ho imparato a guardare la vita in un modo diverso, a vivere in maniera più serena con me stesso e con chi mi sta vicino.
Lo scorso fine settimana, sono stato sulla riviera romagnola dove ho trascorso le vacanze degli ultimi quattro anni ed ho notato cose che non avevo mai visto prima. Indubbiamente il mare non è dei migliori, ma non è a quello che mi riferivo, almeno non solo, si tratta del modo di vivere, così diverso dalla piccola città del sud che avevo visitato pochi giorni prima.
La spiaggia era così affollata che gli ombrelloni arrivavano fino a due metri dal mare e in quel piccolo corridoio transitava un fiume di bagnanti, intenti a passeggiare facendosi largo a spinte. Arrivati sulla battigia con mia figlia armata di secchiello e paletta pronta per giocare, ci siamo resi conto che ciò non era possibile, troppo poco spazio. Quella situazione per un adulto può apparire normale, ma per una bambina di quasi quattro anni risulta del tutto incomprensibile, soprattutto se fino al giorno prima aveva giocato in una spiaggia quasi tutta sua.
Le piacevoli passeggiate che ero abituato a fare, erano state sostituite da caos e stress che in quel luogo regnavano sovrani.
Forse il problema è mio, che non riesco più a sopportare la vita sempre più frenetica che la società d’oggi ci propina come normale, eppure sono convinto che dovremmo fermarci un minuto a riflettere e chiederci se vale davvero la pena vivere una vita così, un modo di fare che ci sta portando ad isolarci sempre di più, fino ad arrivare ad un punto, che guardandoci allo specchio ci chiederemo chi è quella persona che ho di fronte.













