Utopia
S. Casoni | 5 agosto 2007 | 16:46Qualche tempo fa, mi è capitato di vedere un film in tv. Parlava di un bambino che aveva perso il padre e si era trasferito con la madre in una nuova città.
Frequentava una scuola pubblica e come insegnante aveva un uomo riservato, a tratti scontroso ma molto sensibile. Un giorno diete hai suoi alunni un compito, dovevano presentare un progetto utile per la società.Tutti portarono idee più o meno originali, ma quel bambino presentò qualcosa che apparve a tutti assurda.
La sua idea era molto semplice, ogni persona avrebbe dovuto aiutare tre persone a realizzare un sogno, un progetto e queste in cambio avrebbero aiutato altre tre persone a fare la stessa cosa e così via.Nel film il ragazzo venne deriso e guardato come se fosse stato un extra terrestre, ma lui era così sicuro che la sua idea avrebbe funzionato, che decise di metterla in atto. Aiutò un barbone in difficoltà, sua madre a trovare un compagno e il suo insegnante che divenne più socievole e altruista. Senza rendersi conto aveva dato il via ad un movimento che si diffuse in tutto il paese, dove le persone erano più felici e socievoli, un mondo utopistico.
Naturalmente stiamo parlando di un film, un mondo fatto di sogni, illusioni, dove il bene ha sempre il sopravvento sul male, il buono vince sempre sul cattivo e dove regna il lieto fine.
Sappiamo bene che il mondo reale è decisamente diverso, ma ciò non toglie che ognuno di noi può fare qualcosa per cambiarlo. Molti hanno buoni propositi ma pochi, pochissimi si impegnano nel realizzarli e la scusa più frequente è che “io da solo non posso fare nulla.” Pure io la pensavo a quel modo, ma dopo aver visto quel film ho capito che ognuno di noi in realtà può fare molto.
La mia vuole essere una provocazione, una sfida che voglio lanciarvi. Provate anche voi come quel giovane ragazzo ad aiutare tre persone chiedendogli in cambio solo l’impegno ad aiutare altre tre persone. Forse non cambieremo nulla, non saremmo i fautori di un movimento innovativo, ma di sicuro ci sentiremo più felici consci di non essere così inutili come qualcuno crede di essere.






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