Amicizia
Questa che leggete è una mail che un amico mi ha inviato quando ha saputo del mio esordio come scrittore. Leggendo queste poche righe ho capito cosa sia veramente l’amicizia.
Caro Sergio,
è da un po’ che dovevo scusarmi con te…
Il motivo è semplice e complicato da spiegare e forse il modo a e più congeniale e quello di scrivertelo.
Le mie scuse per non aver capito e dato il giusto peso al fatto che hai avuto coraggio e capacità nello scrivere e rendere pubblico quella cosa di estremamente intima e personale che è un sogno.
Ho sempre pensato che i “limiti”, in senso lato, sono importanti perché ci danno un po’ il senso della misura, ma anche che sono fatti per essere sempre superati in una logica di rispetto profondo di se stessi e dei limiti stessi. Ti chiedo scusa perché nel considerare la novità di Sergio scrittore di romanzi, sono venuto meno a questo mio principio cullandomi nella convinzione fasulla di conoscerti e quindi, cosa ancor più grave, di ritenere strano quello che mi dicevi; in poche parole ho limitato il mio orizzonte.
D’altra parte ti ringrazio perché tutto questo mi ha indotto a una riflessione che mi ha riportato indietro nel tempo e mi ha fatto recuperare ricordi importanti che forse ci accomunano.
La voglia di esprimere sensazioni e stati d’animo è sempre forte in chi ama sognare e cercare di realizzare i propri sogni. Non come utopie o illusioni, ma come obiettivi precisi anche se difficili o addirittura quasi impossibili.
Quasi impossibili…il “quasi” rende impavidi di fronte alle difficoltà, ribelli alle avversità, instancabili alla fatica e forti contro le frequenti sconfitte, ma… se arrivi alla fine di una maratona o alla realizzazione di un libro che racconta di una storia fantastica nata molti anni prima con dentro te stesso, i tuoi ricordi e i tuoi affetti, …allora si …allora sei al massimo,…allora (anche se solo per te) hai realizzato una cosa grande, anzi un grande sogno che ti da energia e adrenalina per mille altri sogni da fare o da cercare.
Caro Sergio, non so se per un tuo giustissimo senso di “pudore”o per timidezza, sei stato molto pacato nel raccontarmi del tuo esordio come scrittore, ma mi sento di dirti che (comunque vadano le vendite) hai veramente fatto una cosa grande, come fare una Maratona o come arrivare in cima alla salita più difficile che tu abbia mai tentato (per cercare un’analogia tematica alle mie sensazioni).
Nel lontano 1976, allora sedicenne, mi misi davanti a un foglio bianco e cominciai a scrivere di un sogno in cui all’alba sorgevano due soli e scrivevo a un amico una lettera…..
Caro Sergio, queste cose non potevo dirle a parole e sono troppe per una email, quindi una lettera in allegato a una email era l’unico modo.
Complimenti ancora con ammirazione,













