Taranto
S. Casoni | 2 agosto 2008 | 14:31Il tempo continua a scorrere inesorabilmente, riservandoci un futuro incerto e un passato vissuto freneticamente. So bene che questi sono argomenti presenti spesso nelle mie esternazioni, ma non posso farci niente. Questa settimana sono stato per lavoro a Taranto, una città del sud con mille problemi e moltissimi difetti, come qualsiasi altra città del nord e di tutto il mondo. In questa città,la frenesia non è certo di casa, mentre sono di casa il rispetto, gentilezza, ospitalità, il senso della famiglia, l’amicizia, il calore delle persone, parlare con un estraneo come se fosse un amico di lunga data. So bene che le città del sud sono spesso etichettate come quelle dove c’è molta delinquenza, poco rispetto della legge e forse è così. Non credo però, che l’ipocrisia, l’arrivismo, la speculazione, la convinzione che “fregare il prossimo” sia segno di superiorità e l’esibizionismo, siano tutte qualità migliori. Come al solito, il giusto si trova nel mezzo, ma quello che tutti noi dovremmo imparare a fare per vivere meglio è rallentare i nostri ritmi, salutare chi incrociamo per la strada, entrare in un bar e dire: “buon giorno”, prima di chiedere un caffé. Prima di congedarmi da voi, voglio che sappiate una cosa. Personalmente sto cercando di cambiare il mio modo di fare, e d’essere. Sono molto caparbio e quando mi prefiggo un obiettivo, alla fine lo raggiungo. Spero solo di riuscirci, prima di essere risucchiato nel folle vortice, che ci porterà tutti all’auto distruzione.






Sono d'accordo.La società dell'immagine ci sta facendo dimenticare quello che
giuseppeSono d’accordo.La società dell’immagine ci sta facendo dimenticare quello che più conta nella vita.Le cose veramente importanti, quali l’affetto della famiglia e degli amici, assumono sempre meno valore.Eppure un grande filosofo scrittore,nonchè ingegnere elettronico divenuto poi manager di un’enorme multinazionale quale IBM, sto parlando di Luciano De Crescenzio, ha detto, scritto e rappresentato il senso d’Amore e della Libertà della sua -ma direi anche mia- amatissima Napoli….Nel suo celeberrimo libro “Così parlo Bellavista-Napoli, Amore e Libertà”, oltre ad offrire dei quadretti di vita vissuta in quel di Napoli -degli straordinari gioielli che da soli bastano a far tornare il sorriso- ci propone delle “lezioni” con stile Platonico per mostrare al lettore la teoria dell’Amore e della Libertà.Una teoria palesemente ereditata dal famoso filosofo Epicuro. Quest’ultimo, spesso erroneamente identificato col cantore dell’edonismo,del piacere, suddivideva i piaceri in tre categorie: primari e secondari. I bisogni primari sono quelli scaturenti dalle esigenze primarie che sono quelle della sopravvivenza. Mangiare,bere e dormire penserete voi….Ebbene non solo!
Anche e soprattutto l’Amicizia (Filìa in greco). L’amicizia intesa come condivisione spirituale di gioie e dolori,senza ulteriori pretese. Insomma quel meraviglioso sentimento che è generato dalla gratuità e produce il senso della gratuità in chi lo riceve….Gratuità che parolone!!!!Sed quam iuvat!!!Quanto fa bene!!
Mi sono ripromesso di leggere altri scritti dello straordinario Ingegnere filoellenico,al quale mi sento molto vicino per formazione, intanto posso consigliare a tutti un film comico poco conosciuto diretto da lui. Il titolo è “32 Dicembre” ed è composto da tre storie tragicomiche sull’idea di tempo che ognuno di noi ha. Il messaggio di De Crescenzo, nel ruolo di psicologo, è:
“…oggi molti vivono pensando a come allungare la vita, invece di pensare a come allargarla…”
Riflettete e soprattutto vedetelo!
Un saluto affettuoso,
Giuseppe