Quando ieri ho sentito il telefono squillare per l’ennesima volta, la prima cosa che ho pensato è stata quella di non rispondere. Il lavoro mi costringe a passare diverso tempo al telefono e alla fine della giornata, arrivo ad odiare quel piccolo strumento che molti amano e osannano. Devo riconoscere che è stata un bella invenzione, per alcuni versi utile, ma nel tempo si è rivelato devastante. Mi è capitato di vedere spesso persone che in spiaggia con il telefonino sempre in mano, per non parlare di quelli che vanno in palestra e non riescono a staccarsi da quell’accessorio.
Ho lasciato che squillasse, nella speranza che il chiamante desistesse. Dopo alcuni interminabili secondi, il telefono era tornato ad essere un oggetto inanimato. Con il timore che tornasse a suonare di nuovo, l’ho presi per vedere chi mi avesse cercato e come avrete già intuito, il chiamante risultava “anonimo”. Stavo per riporre il telefono sul sedile, quando iniziò a squillare di nuovo. Cosa fare? Rispondo ? No, meglio di no, è tardi e sto tornando a casa. E se si trattasse di una cosa importante? Dubbi, domande… ok rispondo. La voce era di un uomo, l’audio era debole e molti erano i disturbi della linea, ma quella voce non poteva che essere di Franco.
Si trovava a casa, era tornato da pochi minuti e non vedeva l’ora di raccontami la sua lunga vacanza in barca, due ore più tardi, era a casa sua.
Come al solito, siamo rimasti a parlare a lungo, ma quella sera c’era qualcosa di diverso in lui. Bastava guardarlo per capire che quello che avevo davanti non era lo steso uomo che era partito. L’ho interrogato come avrebbe fatto un esperto investigatore, ma non sono riuscito a capire cosa o chi lo avesse cambiato a quel modo. A fine serata però, c’era qualcosa nella sua voce che non mi convinceva, non era più decisa e ferma come una volta.
Nel lungo cammino della nostra vita, spesso ci troviamo difronte a situazioni che non avevamo previsto, di quelle che a noi non possono mai accadere e invece un giorno ci svegliamo e ci troviamo al centro delle scene e proprio noi siamo i protagonisti. Di colpo tutti i nostri punti fermi crollano e risalire la china diventa una chimera. In una situazione del genere la sola cosa che non dobbiamo fare è nascondere a noi stessi la realtà, solo in questo modo possiamo evitare di scivolare nel precipizio in cui siamo caduti.
Continua così Franco, presto tornerai ad essere quello di prima.
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