By S. Casoni, on marzo 4th, 2008%
Finalmente Franco è tornato a casa.
Venerdì sera, dopo aver messo a dormire mia figlia, sono andato a casa di Franco. Era tornato da alcuni giorni, ma non avevo avuto ancora modo di andarlo a trovare. Il mese di febbraio, dal punto di vista lavorativo, è stato davvero massacrante.
Non mi ero ancora seduto, che subito gli chiesi . . . → Read More: Franco è tornato a casa
By S. Casoni, on ottobre 31st, 2007%
Ancora una volta vi ho abbandonato per qualche giorno. Non voglio trovare scuse, ma il tempo non basta mai. La famiglia, gli impegni di lavoro e gli imprevisti che sono sempre di più, lasciando poco spazio a quelli che sono i piaceri della vita.
L’altro giorno sono andato a trovare Franco. Erano passati troppi giorni dall’ultima volta che l’avevo visto e conoscendolo, sapevo che non era un buon segno.
Arrivato davanti alla sua casa, ho notato che le persiane erano chiuse, la cassetta della posta piena di lettere e Trudy, il suo gatto, che dormiva sullo zerbino.
Chi non lo conosce si sarebbe subito allarmato, ma io sapevo bene dove trovarlo. Continue reading La vita di una Farfalla
By S. Casoni, on settembre 18th, 2007%
In questi giorni a Foligno si stà svolgento la Quintana, una manifestazione in costume ambientata nel seicento barocco. In questo periodo vengono aperte le taverne, dei luoghi caratteristici e molto suggestivi dove si possono degustare piatti tipici dell’epoca. Il fascino che si respira è davvero unico e indescrivibile. Continue reading Una felice serata
By S. Casoni, on settembre 1st, 2007%
Oggi non è quella che si dice una bella giornata. Non saprei dirvi il perché, ma non ho proprio voglia di vedere o parlare con nessuno. Ho cercato di capire il perché di questo mio stato d’animo, ma non sono riuscito a trovare una risposta che potesse giustificare . . . → Read More: Giornata da dimenticare
By S. Casoni, on luglio 2nd, 2007%
Ieri sera sono andato a trovare Franco. Erano alcuni giorni che non ci sentivamo e in giro non si era fatto più vedere.
Quando ha aperto la porta di casa, quasi non lo riconoscevo. Aveva la barba lunga, gli occhi rossi, indossava un paio di pantaloncini, una maglietta e delle ciabatte. Non aveva un bell’aspetto, sembrava più magro del solito e le occhiaie erano un evidente segno di notti insonne. Mi ha fatto entrare e come al solito mi ha offerto un bicchiere di vino e uno dei suoi sigari. Continue reading Franco Pezzato
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