Dove sei Franco…
L’inverno è oramai alle porte. Le foglie gialle degli alberi cadono in terra, stanche di opporsi alle sferzate del gelido vento del nord. La gente rimane chiusa nelle proprie case, lasciando vuote quelle strade che d’estate sono il luogo di ritrovo più ambito. È proprio in questo periodo che Franco ama uscire, camminare per la città deserta, alla ricerca della pace, del silenzio, di quel fascino che solo pochi sanno e che ancora in meno hanno provato. Non ama la folla, anzi lo spaventa. Si definisce un “animale” notturno, un solitario. È molto schivo e piuttosto diffidente.![]()
Sono alcuni giorni che è piuttosto nervoso, è convinto che qualcuno lo stia seguendo. So bene che a prima vista può sembrare un paranoico, ma chi lo conosce sa che non è così.
L’ultima volta che sono andato a trovarlo, l’ho visto piuttosto turbato. Si era di nuovo rinchiuso nel suo mondo, lontano dalla realtà.
Lunedì sono uscito a fare una passeggiata e passando davanti alla sua casa, o visto che era tutto chiuso. Ho provato a suonare, ma non c’è stata risposta. Sono tornato lungo il fiume, vicino al ponte dove va di solito, ma ho trovato solo la panca ricoperta di foglie.
Mi sono seduto sulla sponda del fiume ad aspettarlo per tutto il giorno, ma inutilmente.
Tornando verso casa, gli ho lasciato un biglietto nella cassetta della posta, pregandolo di chiamarmi appena fosse tornato.
Ancora non ho avuto sue notizie e questo non è un buon segno. Non ha il cellulare e quando l’ho chiamato a casa, il telefono a squillato a lungo, ma nessuno ha risposto.
In passato è già capitato che si allontanasse per qualche giorno, ma questa volta sembra davvero diverso. Non è uno sprovveduto, spesso mi ha raccontato dei numerosi viaggi che ha fatto, partendo solo con il suo zaino e pochi soldi in tasca.
Non sono tranquillo. Andrò a cercarlo.













